di Paolo Pagliaro
Le elezioni dell’anno prossimo potrebbero essere anticipate di qualche mese per evitare l' intreccio tra campagna elettorale e scrittura della legge di bilancio. D’ora in poi i sondaggi andranno letti in questa prospettiva ravvicinata. La prima notizia del nuovo barometro politico Demopolis è che nel confronto tra coalizioni è in vantaggio l’area progressista, costituita da PD, M5S, AVS, +Europa ed Italia Viva che sfiorerebbe il 46%, mentre i partiti dell’attuale maggioranza di Governo si fermerebbero al 45,3%. Però c’è da dire che oggi correrebbero da soli Futuro Nazionale con il 3,6% e e Azione con il 2,7%. Domani chissà.
Da dicembre ad oggi il Campo Largo cresce dal 45 al 45,8%; il Centro Destra passa invece dal 48,6 al 45,3%, penalizzato anche dalla nascita del partito di Vannacci. Per la scelta del candidato premier il 53% dell’elettorato progressista ritiene necessarie le primarie, il 38% preferirebbe una soluzione senza ricorrere ai gazebo. Nel centro destra il problema non si pone.
L’Istituto diretto da Pietro Vento ha misurato l’attuale orientamento degli elettori del Campo Largo: dovendo scegliere tra i leader dei 2 principali partiti della coalizione, il 44% voterebbe Elly Schlein; il 40% Giuseppe Conte. Il 16% sarebbe indeciso.
Il quadro cambierebbe se tra i candidati alla successione di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi ci fosse anche la Sindaca di Genova Silvia Salis. In un’eventuale partita a tre, a prevalere tra gli elettori del Campo Largo con il 35% sarebbe l’ex Premier Giuseppe Conte, che supererebbe di 3 punti Elly Schlein, posizionata in questo scenario al 32%. Silvia Salis otterrebbe invece il 20%. A sinistra la tradizione verrebbe insomma rispettata: divisi si perde.
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