Eleonora Colangelo, responsabile del ramo policy dell'editore scientifico Frontiers, per cui si è precedentemente occupata di affari pubblici e analisi di politiche per la scienza aperta, ha preso parte a Parigi dal 15 al 17 luglio alla prima Conferenza globale dell’International Decade of Sciences for Sustainable Development (2024-2033), tenutasi presso il quartier generale dell’UNESCO: “L’evento ha riunito per tre giorni scienziati, decisori politici, organizzazioni internazionali, mondo accademico, settore privato e società civile per discutere di come la scienza possa informare meglio le politiche pubbliche, rafforzare la cooperazione internazionale e affrontare le sfide più urgenti — dal cambiamento climatico alla biodiversità passando per le tecnologie emergenti e lo sviluppo sostenibile” spiega Colangelo a 9colonne. “Un momento chiave – aggiunge l’esperta - è stato il lancio del primo IDSSD Global Report, che offre nuovi spunti per orientare la prossima fase del Decennio. Il mio editore Frontiers è a vario titolo coinvolto nel progetto UN Decade of Sciences”. A Parigi spiega ancora Colangelo- che lavora da anni nell'ambito delle politiche per scienza, tecnologia e innovazione, con un focus sulla governance dell'open science e del suo allineamento con i quadri normativi internazionali – si è parlato anche delle “lacune scientifiche prioritarie e delle sfide sistemiche del Science Decade”: “Il mondo non sta ancora mobilitando la scienza alla scala richiesta dagli SDGs – ovvero gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile – dice Colangelo, - a Parigi – aggiunge - si è discusso di quali sono le frontiere più urgenti per un’azione collettiva”.
In particolare l’esperta individua “cinque lacune urgenti” che interessano anche il sistema italiano: “Prima di tutto è necessaria una maggiore attenzione alla implementation science, o scienza di implementazione. Dobbiamo capire meglio cosa funziona su larga scala e nei contesti a basse risorse, quali sono i costi e i tempi dell’implementazione e quali infrastrutture o istituzioni servono a sostenerla. È fondamentale poi - continua Colangelo - una migliore traduzione dalla ricerca alle politiche e alla pratica. Serve valorizzare di più gli studi di replica (replication studies), i risultati negativi e nulli, le sintesi, la valutazione comparativa delle politiche, gli studi longitudinali, i data e methods papers e l’interdisciplinarità stessa. Emerge la necessità di aprire gli archivi istituzionali che custodiscono migliaia di rapporti di valutazione: vanno portati alla luce e sintetizzati in modo sistematico. La Global SDG Synthesis Coalition, nata nel 2022 e composta da circa 40 organizzazioni ONU, sta lavorando proprio in questa direzione ma servono più iniziative di questo tipo”. Per Colangelo è importante anche raggiungere una maggiore integrazione tra gli SDGs: “ Le evidenze sono ancora troppo frammentate per gestire i trade-off tra salute, cibo, acqua, energia, clima, biodiversità, equità e sviluppo economico. Qui la multidisciplinarità è centrale, ma gli ostacoli ad essa iniziano già nei nostri sistemi di istruzione superiore, ancora organizzati per domini di conoscenza tradizionali con pochissime eccezioni”. Per l’esperta è importante poi contrastare le “chiusura” nei dati e nel monitoraggio: “ È particolarmente importante – spiega - per i dati locali e in tempo reale. A questo si lega l’insufficiente apertura e interoperabilità degli output di ricerca ( dati, codice, protocolli, modelli e metodi). Se vogliamo davvero la scienza aperta, dobbiamo riconoscere la necessità di sostenere le infrastrutture con finanziamenti dedicati e continuativi” sottolinea la ricercatrice.
A Parigi “si è espressa speranza che, coinvolgendo la società fin dalle prime fasi delle decisioni, delle priorità e della progettazione, si possa trasformare ognuno in un sostenitore della scienza – racconta Colangelo a 9colonne - Il messaggio di fondo che ha attraversato la conferenza è chiaro: la scienza funziona meglio quando è aperta, collaborativa e tradotta in azione. La scienza non è solo uno strumento per comprendere il mondo, ma anche per renderlo migliore e ha il potere di trasformare le vite, ma solo se la conoscenza diventa azione”.
L’esperta a Parigi ha avuto modo di confrontarsi con l’attuale Direttore Generale dell’UNESCO, Khaled El-Enany e con la viceministro per la scienza, tecnologia e innovazione del Sud Africa Nomalungelo Gina. E ora si lavora per i prossimi impegni.
Tanti i progetti in cantiere: "La mia azienda, - conclude Colangelo - sta organizzando il padiglione per la scienza e l'innovazione che sarà ospitato per la seconda volta a Davos, in collaborazione con il World Economic Foum, in occasione del prossimo incontro annuale”. (PO BIG ITALY GiL)
(© 9Colonne - citare la fonte)





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