Il filo rosso di In Sanguine Foedus continua il suo viaggio e il progetto ideato e promosso da Francesco Andoli e Germana Valentini, in collaborazione con INWARD, apre oggi un nuovo, importante capitolo. A Napoli è arrivato da New York Don Luigi Portarulo, sacerdote della comunità italiana presso la Basilica di St. Patrick’s e Old St. Patrick’ Cathedral, per visitare il grande murale In Sanguine Foedus - Nuovo Mondo, realizzato da Vittorio Valiante al Porto di Napoli di fronte al Molo San Vincenzo, luogo simbolico delle partenze degli emigranti italiani verso il Nuovo Mondo. Insieme a Don Federico Battaglia, segretario del cardinale Battaglia, Don Luigi ha benedetto il murale e il luogo da cui prenderà avvio questa nuova fase del progetto.
È proprio dall’onda emotiva generata da In Sanguine Foedus che nasce uno dei passaggi più importanti dell’intero percorso. Nello stesso contesto di relazioni tra Napoli e New York, la Chiesa di Napoli, attraverso il MUDD – il Museo diocesano diffuso di Napoli – ha accolto la richiesta di Don Luigi Portarulo di ottenere una reliquia di San Gennaro, destinata alla comunità della grande mela, avviando l’interlocuzione formale con l’Arcidiocesi di New York; un gesto di straordinario significato, reso possibile anche grazie alla disponibilità e alla sensibilità del Cardinale Don Mimmo Battaglia, Arcivescovo Metropolita di Napoli, che ha accolto e sostenuto l’iniziativa. In questo modo, il legame storico e narrativo raccontato dal murale diventa anche un legame spirituale concreto. Don Luigi rappresenta oggi una nuova generazione della comunità italiana di New York, profondamente legata alla più ampia comunità italoamericana e alla tradizione di Little Italy, e la donazione della reliquia assume così un valore di continuità tra la comunità italiana, che costruì la propria vita negli Stati Uniti, e le nuove generazioni che continuano a rinnovarne identità, fede e appartenenza.
L’iniziativa intera assume un significato ancora più forte perché il 2026 segna il centenario della Festa di San Gennaro di Little Italy. Da cento anni la comunità italoamericana celebra il Santo nel cuore di New York e proprio nell’anno del centenario la reliquia proveniente da Napoli è destinata a raggiungere quella stessa comunità, producendo un ideale incontro tra la storia dell’emigrazione italiana e il futuro delle nuove generazioni.
Il viaggio della reliquia si colloca accanto al percorso di In Sanguine Foedus: è un gesto della Chiesa di Napoli verso la comunità di New York, nel segno della fede e della comune devozione a San Gennaro, che da un secolo accompagna la vita della comunità italoamericana. Pertanto, a valle dell’interlocuzione tra le due diocesi, potrebbe essere proprio il vescovo ausiliare di Napoli, Mons. Gaetano Castello, a presiedere una spedizione insieme ad alcuni ragazzi del MUDD per il prossimo 19 settembre, ricorrenza della festa liturgica, affinché i legami di fede possano essere rafforzati dai progetti sociali e culturali che ruotano intorno alla figura del santo.
IL RELIQUIARIO DI SAN GENNARO
Per custodire la reliquia nasce un’opera originale progettata da Dante Mortet, della storica Bottega Mortet di Roma, specializzata da oltre un secolo nell’arte sacra, e realizzata in bronzo dorato 999/1000. Il reliquiario racconterà attraverso la scultura la storia di San Gennaro e il legame profondo tra Napoli e New York, affidando alla custodia la rappresentazione visuale di memoria, fede e identità di due comunità unite dall’Oceano.
UN PROGETTO CHE CONTINUA A CRESCERE
Il reliquiario non è un’opera isolata, ma parte integrante del progetto originario di In Sanguine Foedus, che prevede anche la realizzazione, da parte dello stesso Dante Mortet, di una scultura monumentale di San Gennaro a grandezza naturale, ispirata alla statua già presente al Molo San Vincenzo e destinata a New York, e la realizzazione di un secondo murale dedicato a San Gennaro su un edificio di Mulberry Street, nel cuore storico di Little Italy, affidato sempre all’artista Vittorio Valiante. La scultura e il nuovo murale diventeranno presenze permanenti capaci di rappresentare nel cuore della comunità italoamericana il legame con Napoli, con San Gennaro e con l'antica terra d’origine, portando a New York due nuove testimonianze artistiche di una storia iniziata nel porto della città partenopea. A completare il progetto sarà inoltre realizzato un documentario, che racconterà la nascita di In Sanguine Foedus, il murale al Porto, il viaggio della reliquia e la realizzazione del reliquiario, della scultura e del nuovo murale di Mulberry Street, esprimendo soprattutto la storia umana che ancora e sempre unisce Napoli e New York, l’Italia e gli Stati Uniti. Alla visita ha preso parte anche una rappresentanza del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, che ha patrocinato l’opera, e una della NIAF (National Italian American Foundation) che è tra i sostenitori economici di In Sanguine Foedus, a testimonianza ulteriore del valore culturale e del significato che il progetto assume nel rapporto tra Italia e Stati Uniti. In Sanguine Foedus é un'espressione che significa “Nel sangue, il patto”. È il legame tra chi è partito e chi è rimasto, tra Napoli e New York, tra l’Italia e gli Stati Uniti, tra la memoria dell’emigrazione e le nuove generazioni. Il filo rosso che attraversa il murale diventa oggi sempre più il filo invisibile che unisce due città e due comunità attraverso la fede in San Gennaro: parte dal Porto di Napoli, attraversa l’Oceano e arriva a New York, trasformando la memoria in una presenza tangibile e l’arte in un legame spirituale destinato a perdurare nel tempo.
LE DICHIARAZIONI
«In Sanguine Foedus nasce per raccontare un legame che non si è mai interrotto tra Napoli e i migranti che, partendo, hanno portato con sé la propria fede e la propria identità”, dichiarano Francesco Andoli e Germana Valentini, ideatori del progetto. «L'arrivo di Don Luigi Portarulo al murale del Porto è per noi una grande gioia, e il cammino avviato per la reliquia di San Gennaro un'emozione difficile da descrivere. Sapere che il nostro progetto sta generando un movimento così ampio, capace di dare vita a nuove iniziative, ci inorgoglisce e ci stimola ad andare sempre avanti». Don Luigi Portarulo ha sottolineato: “Sono felice di essere qui e di poter creare un legame ancora più concreto e profondo tra Napoli e New York. Sono entusiasta all’idea che tra pochi giorni anche a New York avremo la possibilità di Venere una reliquia di San Gennaro”. “Questa iniziativa ci emoziona profondamente perché non parla soltanto di una reliquia, ma di appartenenza, memoria e identità», dichiara Massimo Petrone, membro del Consiglio di Amministrazione della NIAF – National Italian American Foundation. «Per tanti italiani partiti da Napoli verso l’America, San Gennaro non è mai stato soltanto un Santo: è stato un pezzo di casa, un legame con le proprie radici, una presenza capace di accompagnare anche a migliaia di chilometri di distanza”.
Donare una sua reliquia a Don Luigi e alla chiesa di New York significa, simbolicamente, affidare alla comunità italoamericana un frammento dell’anima di Napoli, del suo sangue, della sua passione e della sua fede. È come se quel viaggio compiuto un tempo dai nostri emigranti riprendesse oggi nella direzione della memoria e del ricongiungimento. Nel centenario della Festa di San Gennaro di Little Italy, questo gesto assume un valore ancora più intenso: unisce chi è partito, chi è rimasto e soprattutto le nuove generazioni, perché possano sentire vive le proprie radici senza considerarle soltanto un ricordo. NIAF riconosce in questo progetto un ponte autentico tra Napoli e New York, tra l’Italia e gli Stati Uniti: un ponte costruito attraverso l’arte, la cultura e ora anche attraverso la spiritualità. San Gennaro attraversa idealmente l’Atlantico non per allontanarsi da Napoli, ma per portarne ancora più lontano il cuore”. (EMG red BIG ITALY)
Nelle foto
Germana Valentini, Don Luigi Portarulo, Don Federico Battaglia, Francesco Andoli di fronte una sezione del murale “In Sanguine Foedus-Nuovo mondo” al porto di Napoli





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