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Da Taranto a Stoccarda, i successi della ballerina Roberta Di Laura

Da Taranto a Stoccarda, i successi della ballerina Roberta Di Laura

C'è stato un momento, nel percorso di Roberta Di Laura, in cui la danza ha smesso di essere soltanto il sogno coltivato a Taranto, la sua città natale, ed è diventata una professione da costruire anche lontano da casa.

"Il collegamento con la Germania è arrivato grazie a uno spettacolo", racconta a 9Colonne. Era il "Titanic Live Concert", partito da Taranto e poi approdato anche in Germania. Per Roberta quella prima esperienza è stata soprattutto un incontro con un modo diverso di guardare alla sua professione: "L'impatto è stato subito molto positivo", ricorda. "Ho visto come i tedeschi guardavano questa professione con occhi completamente diversi".

Era il  2018 quando Roberta Di Laura si è trasferita in Germania. Prima a Colonia e poi a Stoccarda nel 2020. La differenza l'ha percepita quasi subito. In Italia aveva spesso la sensazione di dover aspettare che qualcuno si accorgesse di lei. In Germania, invece, sono arrivate presto proposte per collaborazioni, workshop e masterclass e una considerazione diversa per il lavoro della ballerina e dell'insegnante di danza. Le sue idee venivano per la prima volta ascoltate con interesse.

"Nel nostro Paese molto spesso si pensa alla danza solo come a un hobby, si pensa che non si possa fare della propria passione una vera professione", spiega.

"Qui mi sono sentita da subito apprezzata, valorizzata". E aggiunge: "In Germania non ho dovuto aspettare nulla. Io mi sono impegnata, ovviamente, e poi hanno iniziato a darmi fiducia e ad affidarmi dei ruoli".

Non è stato tutto semplice. "Quando sono arrivata in Germania non sapevo dire assolutamente neanche una parola". All'inizio si è stabilita a Colonia, ma proprio la lingua ha reso difficile trovare una sistemazione lavorativa stabile. Le prime opportunità più concrete sono arrivate a Stoccarda. Per un periodo ha viaggiato quasi ogni settimana da Colonia a Stoccarda per mantenere il lavoro che aveva trovato, prima di decidere di trasferirsi nel 2020. A Stoccarda ha trovato, quindi, nuove opportunità come ballerina, ma anche lo spazio per coltivare un'altra parte importante di sé: l'insegnamento. Una scuola ha scelto di darle fiducia anche quando il suo tedesco non era ancora fluente. "Mi hanno dato il tempo di imparare la lingua", racconta con una certa emozione.

È un'esperienza che sembra aver influenzato anche il suo modo di lavorare con gli allievi. "A me piace stabilire un rapporto umano. Soprattutto con le persone con cui lavoro". E quando parla dei bambini cui insegna aggiunge: "Per me non sono dei numeri, sono dei pezzettini di cuore".

Da Stoccarda il percorso professionale ha continuato ad allargarsi. Alcune esperienze internazionali erano già arrivate prima del trasferimento in Germania, ma è qui che, secondo Roberta, la sua figura professionale ha acquisito una nuova dimensione: "Essendo in Germania ho iniziato ad acquisire anche uno status diverso da quello che mi veniva offerto in Italia", spiega. La possibilità di dirigere una compagnia di danza giovanile, partecipare alla direzione di un festival e sviluppare progetti propri ha contribuito ad aprire nuove porte. Sono arrivate masterclass e collaborazioni in diversi Paesi, ma anche la possibilità di portare all'estero i propri allievi.

Tra queste opportunità c'è il "Roberta Di Laura International Dance Project", nato nel 2021, attraverso il quale la danza diventa anche occasione di incontro, viaggio e crescita per i giovani danzatori. Un ponte tra Germania e Italia, visto che Roberta porta spesso i suoi allievi anche nel nostro Paese.

Perché, nonostante gli anni trascorsi in Germania, le sue origini e Taranto sono rimaste una presenza costante.

"La mia città mi manca tanto, in particolare mi manca la famiglia", racconta. “A volte ho l'impressione di percorrere due vite parallele: quella che scorre a Taranto e quella che vivo a Stoccarda". Due vite che non sempre riescono a incontrarsi quanto vorrebbe, ma che cerca di tenere insieme attraverso i suoi progetti e tornando a casa ogni volta che può.

"Essere a Taranto è sempre bello". E parlare della sua città, coinvolgerla nei progetti, portarla con sé anche all'estero è diventato parte del suo percorso.

Forse anche per questo, alla domanda cosa direbbe a un giovane artista italiano che pensa di partire, la risposta arriva senza esitazioni: "Non pensarci due volte e parti. Può essere davvero un salto di qualità nel tuo percorso professionale, ma anche semplicemente un'esperienza, perché ogni esperienza insegna sempre molto e potrebbe ritornare utile anche se volessi poi tornare in Italia".

 

(Tma BIG ITALY PO)

Ph. Kostas Matzios

(© 9Colonne - citare la fonte)
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