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L. elettorale, Lorenzin (Pd): fatta per non far perdere Meloni, palesemente incostituzionale

Roma, 14 set - “Non c’era proprio nessuna necessità, è una legge fatta per cercare di non perdere da parte di Giorgia Meloni, però come sempre il diavolo poi fa le pentole ma non fa i coperchi, quindi l'effetto Vannacci in questo momento dice tutta un'altra cosa”. Così la senatrice Pd Beatrice Lorenzin, in merito alla riforma della legge elettorale, il cui voto finale nell’aula di Palazzo Madama è previsto per domani. “Quali sono le cose veramente indigeste di questa legge? Innanzitutto – prosegue l’ex ministra - che tu hai tre livelli diversi di elezioni, cioè il premio di super maggioranza, lista bloccata senza quota per le donne e finte preferenze con le crocette che valgono solo però per i grandi partiti, perché i piccoli partiti di fatto eleggeranno solo i capilista. Ma se vogliamo dirci la cosa proprio più grave di tutti è che è una norma palesemente incostituzionale. Di fatto porta indietro il l’orologio e il calendario a prima del 2008, quando le donne in Parlamento erano tra il 9% e il 10%, perché soltanto con l'inserimento delle quote nell'indicazione dei premi noi abbiamo ottenuto prima addirittura il 30%, poi il 35% e in questa elezione siamo scesi giù. Ed è veramente una cosa terribile perché le donne vengono meno rappresentate in Parlamento e solo in base al buon cuore dei segretari di partito”, conclude Lorenzin. (PO / Roc / Clz)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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