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direttore Paolo Pagliaro

TRUMP, CONSENSI GIU’
PROMESSE ALLE STELLE

TRUMP, CONSENSI GIU’ <BR> PROMESSE ALLE STELLE

Il 3 novembre, data delle elezioni di midterm americane, è sempre più vicino. Per l’amministrazione trumpiana, si tratta di un appuntamento decisivo che rischia di giungere in un momento in cui il gradimento del tycoon risulterà al minimo storico. Anzi, sarà certamente così a meno di un miracolo: secondo le ultimissime rilevazioni, il supporto a The Donald da parte degli elettori a stelle e strisce è ormai calato a un miserrimo 32%. Eppure, contando sulla sua invidiabile capacità di ribaltare le frittate e dare una versione della realtà che si avvicina molto all’immaginario, l’inquilino della Casa Bianca ha affermato di stare “benissimo” mentre si recava in Nebraska per la campagna elettorale di un senatore repubblicano. Al comizio svolto ieri a Grand Island, il presidente americano ha firmato un ordine esecutivo consegnatogli sul palco dalla sua assistente, Natalie Harp, che “consente a chiunque di acquistare gasolio rosso esentasse (utilizzato per scopi industriali, agricoli o di riscaldamento domestico, ndr) per qualsiasi motivo”. Con il consueto stile teatrale che ne ha sempre caratterizzato le uscite pubbliche, Trump ha chiesto alla folla se sapesse cosa fosse il carburante agricolo colorato: “Non so cosa diavolo sia, ma qualsiasi cosa sia, si suppone che sia un'ottima cosa”. Poi, mentre l'assistente si allontanava con il documento firmato, il tycoon ha commentato davanti ai sostenitori presenti: “Mi ricorda OK, il prezzo è giusto! Questa persona perfetta arriva, te lo consegna e se ne va. Dovremmo andare in televisione con questo show, no?”.

L'evento politico, concepito per sostenere la candidatura del senatore repubblicano Pete Ricketts, si inserisce in un fitto calendario di trasferte con cui la Casa Bianca intende coprire in modo capillare le aree chiave del Paese fino al voto. Tuttavia, la missione del leader conservatore è appesantita da una sequela di polemiche e dalle recenti contestazioni sull'uso dei fondi pubblici per la campagna promozionale.

LO SCONTRO SUGLI SPOT ELETTORALI E LA MOSSA SUI FONDI DEL PAC. In risposta alle critiche per gli spot pubblicitari finanziati con i soldi dei contribuenti, il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che li pagherà “di tasca propria, con i fondi raccolti per MAGA, Inc.”, un comitato di azione politica a lui riconducibile. La controversia è esplosa la scorsa settimana quando due deputati democratici hanno chiesto agli organi di controllo federali di indagare se l'amministrazione Trump abbia utilizzato illegalmente denaro pubblico per trasmettere spot televisivi a sostegno delle politiche presidenziali in vista delle elezioni di medio termine di novembre. La mossa di far subentrare la struttura del Super PAC risponde all'esigenza di disinnescare un potenziale contenzioso legale che rischia di logorare ulteriormente il consenso della presidenza nelle ultime settimane di campagna. Per gli avversari politici, l'impiego iniziale di risorse dell'amministrazione per diffondere contenuti promozionali rappresenta una palese violazione delle regole sull'uso della spesa pubblica, mentre la Casa Bianca difende la legittimità delle attività di informazione istituzionale svolte finora.

UN GRADIMENTO AI MINIMI STORICI. Il contesto elettorale appare particolarmente insidioso per il Grand Old Party. Le più recenti rilevazioni condotte a livello nazionale attestano la percentuale di approvazione per la presidenza Trump al 32%, la quota più bassa registrata dall'inizio del secondo mandato. A pesare in modo determinante è l'insoddisfazione diffusa per il costo della vita e l'andamento dei prezzi, fattori che hanno progressivamente allontanato l'elettorato moderato e gli indipendenti. I dati segnalano inoltre un vistoso calo nelle preferenze della comunità ispanica, un segmento sociale che aveva mostrato segnali di riavvicinamento al partito conservatore nelle tornate precedenti ma che oggi esprime un gradimento per l'operato presidenziale fermo al 24%. In questo scenario, diversi esponenti repubblicani impegnati in sfide congressuali particolarmente combattute hanno iniziato a prendere le distanze dalle posizioni più radicali dell'amministrazione, tentando di difendere il proprio seggio con messaggi incentrati sull'economia locale e sui bisogni specifici dei singoli collegi.

LE STRATEGIE DELLA CASA BIANCA E IL PRESSING SUI TERRITORI ROCCAFORTE. Nonostante le difficoltà rilevate dai sondaggi, l'inquilino della Casa Bianca ha confermato l'intenzione di intensificare gli impegni pubblici, preannunciando visite quotidiane nei vari Stati per mobilitare la base elettorale. Tra le tappe già programmate figurano vari appuntamenti strategici in Iowa e Michigan, aree considerate decisive per determinare gli equilibri di potere al Congresso. Per l'amministrazione, la partita delle midterm rappresenta una verifica fondamentale per la governabilità dei prossimi due anni. Un'eventuale perdita della maggioranza alla Camera o al Senato complicherebbe in modo incisivo l'iter di approvazione delle riforme legislative e delle nomine governative, trasformando la fase finale del mandato in un percorso ad ostacoli segnato dal costante scontro istituzionale con l'opposizione democratica. (6 OTT – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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