La contraffazione è percepita dalle piccole imprese come una minaccia concreta alla concorrenza, alla qualità e al valore del Made in Italy. Il 93,4% degli imprenditori considera il fenomeno grave: il 67,5% lo definisce “molto grave” e il 25,9% arriva a considerarlo “gravissimo, una vera emergenza”. Nel Mezzogiorno quest’ultima percentuale sale al 35,1%. È quanto emerge dall’indagine “Difendere il Made in Italy. Le piccole imprese italiane di fronte al fenomeno della contraffazione”, realizzata dall’Area Studi e Ricerche CNA in collaborazione con CNA Federmoda. Per le imprese il principale motore della domanda di prodotti contraffatti è il forte differenziale di prezzo rispetto agli originali, indicato dal 68,1% degli intervistati. Seguono l’insufficienza dei controlli e la scarsa informazione dei consumatori sui rischi e sui danni provocati dal falso, entrambi indicati dal 23,5%. Ma è soprattutto il digitale ad aver cambiato dimensione e caratteristiche del fenomeno. Il 72,8% degli imprenditori ritiene che lo sviluppo del commercio online abbia favorito la diffusione della contraffazione. Per il 54,2% l’e-commerce ha contribuito almeno in parte alla crescita del falso, mentre il 18,6% lo considera addirittura il vero motore della contraffazione contemporanea.
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione