Un “accompagnamento strategico” alle imprese italiane che vogliono crescere in uno dei mercati più competitivi al mondo. È la missione del nuovo ufficio di SIMEST a New York, inaugurato per rafforzare il sostegno alle aziende impegnate nei percorsi di internazionalizzazione negli Stati Uniti. Secondo Alessandro Colnago, responsabile del presidio newyorkese di SIMEST, l'obiettivo è ridurre la distanza tra le opportunità offerte dal mercato americano e la capacità delle imprese italiane di coglierle in modo efficace e sostenibile, mettendo a disposizione competenze, relazioni e strumenti finanziari. In questa intervista rilasciata a 9colonne, Colnago illustra il ruolo della nuova sede, le prospettive per il Made in Italy negli Usa e le strategie per affrontare le nuove sfide legate all'evoluzione dell’ecosistema economico e finanziario statunitense.
L’apertura dell’ufficio di New York rappresenta un passo importante nel rafforzamento della presenza internazionale di SIMEST. Quali sono gli obiettivi prioritari per questo nuovo presidio e quali servizi potranno trovare le imprese italiane sul territorio?
L’apertura dell’ufficio di New York rappresenta un tassello strategico del percorso di rafforzamento internazionale di SIMEST e conferma la volontà di essere sempre più vicini alle imprese italiane – soprattutto PMI - nei mercati ad alto potenziale. Gli Stati Uniti restano uno dei principali partner economici dell’Italia e un mercato di riferimento per le aziende che intendono crescere attraverso percorsi strutturati di internazionalizzazione. L’obiettivo prioritario del nuovo presidio è offrire un accompagnamento strategico alle imprese italiane, supportandole nell’interpretazione delle dinamiche del mercato e nella costruzione di relazioni qualificate con l’ecosistema economico e finanziario statunitense. Le aziende potranno contare sulla presenza dell'ufficio di New York per comprendere meglio gli strumenti finanziari disponibili, ricevere consulenza strategica preliminare e beneficiare di una maggiore vicinanza operativa. Il nostro compito è contribuire a ridurre la distanza tra le opportunità offerte dal mercato americano e la capacità delle imprese italiane di coglierle in modo efficace, sostenibile e competitivo.
In una fase caratterizzata da competizione internazionale e tensioni commerciali, quali settori del Made in Italy ritiene abbiano oggi le migliori prospettive di crescita negli Stati Uniti e perché?
Il mercato americano continua ad offrire fondamentali prospettive di crescita per numerosi comparti del Made in Italy. In particolare, osserviamo un forte interesse per i settori della meccanica avanzata, dell’automazione industriale, delle tecnologie per la transizione energetica, delle life sciences, dell’agroalimentare di qualità, dell’arredo-design e del lusso. Gli Stati Uniti sono un mercato estremamente dinamico, caratterizzato da una costante domanda di innovazione, qualità e specializzazione. Sono proprio queste le caratteristiche che distinguono molte imprese italiane. Oggi il valore aggiunto non si misura esclusivamente nel prodotto finale, ma nella capacità di offrire servizio al cliente e affidabilità lungo l’intera catena del valore.
Le PMI rappresentano una componente fondamentale del tessuto produttivo italiano, ma spesso incontrano maggiori difficoltà nei processi di internazionalizzazione. In che modo il nuovo ufficio di New York potrà aiutare le piccole e medie imprese a superare gli ostacoli e a cogliere le opportunità offerte dal mercato statunitense?
Le PMI costituiscono il cuore del sistema produttivo italiano e rappresentano una delle principali priorità dell’azione di SIMEST. Sappiamo bene che l’ingresso nel mercato americano può apparire complesso: differenze normative, dimensioni, necessità di investimenti iniziali e costruzione di una rete commerciale sono elementi che spesso generano incertezza. Il valore aggiunto del nostro presidio a New York consiste nella capacità di supportare preliminarmente le PMI nel comprendere il percorso di fronte a loro mettendo a disposizione conoscenza delle dinamiche fiscali, operative, e commerciali, relazioni istituzionali, e concretezza nello strutturare il proprio percorso.
La sede di New York si inserisce in una rete crescente di uffici internazionali aperti da SIMEST negli ultimi anni. Qual è la visione di lungo periodo per questa presenza all’estero e che ruolo avranno i presidi territoriali nel rafforzare la competitività del Sistema Italia sui mercati globali?
La visione di lungo periodo è chiara: costruire una rete internazionale sempre più capillare che consenta a SIMEST di essere presente dove si sviluppano le principali opportunità di crescita per le imprese italiane, cioè nei mercati strategici per il Made in Italy, individuati dal Piano di Azione per l’Export della Farnesina. La nostra presenza in queste aree testimonia l’efficacia dell’attività del Sistema Italia che, guidato dal Ministero degli Affari Esteri, favorisce il consolidamento della presenza del nostro settore produttivo all’estero con l’obiettivo di promuovere una visione coordinata dell’internazionalizzazione La nuova sede SIMEST a New York, all’interno degli uffici ICE, è un esempio concreto di questa collaborazione: una presenza integrata che consente di mettere a fattor comune la rete, la conoscenza dei mercati e le attività di promozione di ICE con gli strumenti finanziari e di investimento di SIMEST, offrendo alle imprese italiane un supporto più efficace e coordinato sui mercati internazionali. In questo ambito, SIMEST agisce come partner delle imprese e come facilitatore di relazioni, investimenti e opportunità. Riteniamo che la competitività internazionale si costruisca non solo attraverso prodotti eccellenti, ma anche attraverso reti solide, conoscenza dei mercati e capacità di fare sistema. È in questa direzione che continueremo a sviluppare la nostra presenza internazionale.
Il tema dei dazi e delle politiche commerciali statunitensi continua a essere al centro dell'attenzione delle imprese esportatrici. Quali sono le principali preoccupazioni delle aziende italiane e come SIMEST può supportarle nel rafforzare la propria presenza sul mercato americano?
La variabile di incertezza oggi non è tanto il dazio quanto il ruolo dell’importatore americano, che sta attraversando una profonda evoluzione rispetto al passato. Stiamo assistendo a un cambiamento significativo del quadro regolamentare statunitense, con una crescente attenzione da parte delle autorità alla trasparenza delle supply chain, alla tracciabilità dei prodotti e alla presenza effettiva delle aziende che operano sul mercato, a partire dagli importatori. Questo scenario richiede alle imprese esportatrici un approccio sempre più strutturato e una pianificazione strategica di lungo periodo. Tuttavia, riteniamo che questa evoluzione debba essere letta non soltanto come una sfida, ma anche come un'opportunità. Gli Stati Uniti continuano a essere il mercato più grande, dinamico e attrattivo per molte filiere del Made in Italy. Le imprese che sceglieranno di rafforzare la propria presenza locale, investendo in una struttura commerciale o societaria più stabile potranno beneficiare di maggiore credibilità, vicinanza ai clienti e capacità di sviluppo nel lungo termine. In questo contesto, il ruolo di SIMEST è quello di offrire un accompagnamento strategico alle imprese italiane, aiutandole a comprendere i cambiamenti normativi, a valutare i percorsi più efficaci di ingresso e consolidamento sul mercato e ad accedere agli strumenti finanziari disponibili. Il nostro obiettivo è fornire un concreto supporto per le aziende italiane, trasformando elementi di incertezza in opportunità di crescita e contribuendo al rafforzamento del Sistema Italia negli Stati Uniti. Il messaggio che vogliamo trasmettere alle imprese è chiaro: il mercato americano resta una straordinaria opportunità e oggi, più che mai, premia chi sceglie di presidiarlo con una presenza solida, trasparente e orientata al lungo periodo. (sip 19 ott)





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