Il tema dei giovani, dopo gli scontri nei cortei dei giorni scorsi, è centrale nell’intervento del capo dello Stato in occasione della cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell'Ordine "Al Merito del Lavoro" ai Cavalieri del Lavoro nominati la scorsa estate. “Le prospettive dei giovani sono, com’è evidente, ben sappiamo tutti, cruciali per determinare l’evoluzione della nostra società, della nostra economia, dei nostri modelli di vita. Le preoccupazioni del presente devono specchiarsi nell’impegno a progettare il futuro. In questo percorso rappresenta, per il nostro Paese, un grave peso il bilancio negativo delle migrazioni giovanili” sottolinea Sergio Mattarella, secondo cui “dobbiamo dar vita a condizioni per rendere attraente ai giovani il ritorno. Molti rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi adeguatamente realizzare”. “La società – afferma il presidente della Repubblica - non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. Si tratta di una questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”. Per la prima carica dello Stato “occorre uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si proponga strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione. Tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti”.
GUERRE E MONOPOLI. “Insensate guerre di aggressione, delegittimazione del diritto internazionale, barriere protezionistiche, politiche neo-imperialistiche, l’insicurezza delle rotte marittime, rincari dell’energia che ne sono derivati e che alimentano l’inflazione, pretese neo-monopoliste: tutti questi dissennati fenomeni - spiega Mattarella - stanno producendo effetti gravemente negativi sulle catene del valore, sulla libertà dei commerci e si riflettono sulle stesse libertà del nostro modello di vita, con cosiddetti magnati, insofferenti alle regole della comunità, siano esse statuali o sovranazionali, con assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale”. “È tema, quello dei monopoli, che si ripropone periodicamente - ora in nuovi ambiti come quelli delle tecnologie satellitari e dell’intelligenza artificiale - e su cui è tutt’altro che improprio riflettere, visto il peso crescente che hanno assunto nella nostra vita quotidiana” afferma ancora il capo dello Stato, per poi concludere: “È la crescente integrazione dell’Unione europea la chiave della crescita di competitività, della difesa e del potenziamento di una civiltà i cui valori oggi appaiono minacciati”, l’Europa “è cultura, coscienza, ideali, e si nutre dei motori che la spingono dall’interno delle società e delle economie. Nelle fasi di incertezza occorre il coraggio dell’innovazione. Non è il tempo del ripiegamento, del giardino di casa, della nostalgia ‘del bel tempo andato’ che non può tornare, ammesso che effettivamente esistesse. Il tempo dell’innovazione richiede certamente coraggio e visione del futuro”. (Roc)
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