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direttore Paolo Pagliaro

FINE VITA: OGGI VOTA
LA REGIONE UMBRIA

FINE VITA: OGGI VOTA <BR> LA REGIONE UMBRIA

- In occasione del voto, previsto oggi, del Consiglio regionale dell’Umbria sulla legge sul fine vita, che potrebbe diventare la quinta regione in Italia a dotarsi di una legge che stabilisca regole certe nell'accesso al suicidio medicalmente assistito, l’Associazione Luca Coscioni diffonde l’ultimo video di Laura Santi, coordinatrice e protagonista della battaglia per l’approvazione della legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”. Laura Santi ha scelto la morte volontaria assistita poco più di un anno fa, dopo un calvario giudiziario lungo oltre due anni. Nel video, Laura Santi rivolge un appello alle forze politiche affinché la legge sia il risultato di un impegno civico trasversale, capace di superare le divisioni ideologiche. “Il bisogno di non soffrire, di essere liberi anche di decidere fino a che punto si deve e si può soffrire, non appartiene a nessun colore politico, non appartiene ai laici, agli atei, ai credenti e non credenti, è trasversale a tutti”, afferma Santi. E aggiunge: “Sono solo le forze politiche che spesso e volentieri hanno dimostrato di non voler proprio affrontare il tema, è un tema spinoso, dicono che sia un tema divisivo ma in realtà non lo è”. Oggi, quindi, il Consiglio regionale sarà chiamato a votare il testo approvato dalla Commissione. L’Associazione Luca Coscioni, che sarà presente a Palazzo Cesaroni dalle ore 9.15 con un presidio insieme a Stefano Massoli, marito di Laura, ai membri del Comitato promotore “Liberi Subito” e alle Cellule Coscioni umbre, auspica l’approvazione della legge e chiede ai consiglieri di intervenire su due aspetti: eliminare il riferimento alla fase terminale della vita, che restringerebbe ingiustificatamente la platea delle persone che possono accedere alla procedura, e introdurre scadenze precise per evitare attese incompatibili con la volontà e le condizioni delle persone malate. Alla discussione in aula sarà presente anche Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni

Inoltre domani, alle ore 17,30, nella Sala Rossa del Settimo Municipio di Roma, a Cinecittà, Mina Welby, co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, e Mario Riccio, medico anestesista e consigliere generale dell’Associazione, parteciperanno all’incontro pubblico “Dialogando…”, dedicato ai temi del fine vita, del suicidio medicalmente assistito, dell’eutanasia, delle cure palliative e del testamento biologico. L’incontro prevede un confronto tra Mina Welby, Mario Riccio, Toni Brandi, presidente di Pro Vita, e Filippo Maria Boscia, medico dell’Università di Bari. La presentazione sarà affidata a Claudio Auria, presidente dell’associazione Il Secondo Mestiere, mentre i saluti istituzionali saranno portati da Riccardo Sbordoni, assessore alla Cultura del VII Municipio di Roma. Modera Gianni Dessì, docente di Storia del pensiero politico all’Università di Roma Tor Vergata. È prevista anche la lettura di un brano letterario da parte dell’attrice Patrizia Bernardini. Mina Welby ha proseguito il proprio impegno pubblico dopo la morte del marito Piergiorgio Welby diventando una delle voci di riferimento nella battaglia per il riconoscimento dei diritti delle persone malate e per una legge sul fine vita. Nel 2017 accompagnò, insieme a Marco Cappato, Davide Trentini in Svizzera per accedere al suicidio assistito, venendo successivamente assolta in via definitiva. Mario Riccio, medico anestesista e consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, assistette Piergiorgio Welby nel 2006 nella decisione di rinunciare ai trattamenti sanitari. Nel 2022 seguì gli aspetti tecnici del suicidio medicalmente assistito di Federico Carboni primo caso di questo tipo realizzato in Italia nel quadro delle condizioni individuate dalla Corte costituzionale, cui hanno fatto seguito altre tre assistenze. La sentenza n. 242/2019 della Corte costituzionale, relativa al caso Cappato-Dj Fabo, ha individuato specifiche condizioni in cui l’aiuto al suicidio non è punibile. Tuttavia, l’assenza di una legge nazionale organica e le difficoltà nell’applicazione della pronuncia continuano a porre interrogativi sull’effettiva possibilità per le persone di esercitare questo diritto. Secondo i dati dell’Associazione Luca Coscioni, finora 18 persone hanno avuto accesso all’aiuto medico alla morte volontaria in Italia, mentre dieci cittadini italiani, ai quali questo accesso sarebbe stato negato nel nostro Paese, hanno dovuto recarsi in Svizzera. Tra loro Sibilla Barbieri, 58enne romana, accompagnata dai volontari dell’Associazione Soccorso Civile, nata per promuovere azioni di disobbedienza civile a sostegno delle persone discriminate nell’esercizio del diritto alla morte volontaria assistita. I volontari si sono autodenunciati, esponendosi al rischio di pene da 5 a 12 anni di carcere. In questo quadro si inserisce anche il tema dell’informazione sui diritti dei cittadini. L’Associazione Luca Coscioni segnala l’assenza di una campagna informativa istituzionale del Ministero della Salute dedicata ai diritti del fine vita e mette a disposizione il Numero Bianco (06.99313409), un servizio gratuito attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, gestito da volontari appositamente formati e coordinato da Valeria Imbrogno, compagna di Fabiano Antoniani (Dj Fabo). Il servizio offre informazioni su consenso informato, disposizioni anticipate di trattamento (DAT), cure palliative, sedazione profonda, interruzione dei trattamenti sanitari e accesso all’aiuto medico alla morte volontaria. (22 ott - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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