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direttore Paolo Pagliaro

MALTEMPO, ALLERTA
PER CICLONE MARINO

MALTEMPO, ALLERTA <BR> PER CICLONE MARINO

Roma, 30 ott – Allerta per la discesa tra domani e domenica di due nuclei di aria più fredda in arrivo dal Nord-Est europeo che porteranno calo termico, vento e forti rovesci tra le regioni adriatiche ed il Sud. Si prospetta quindi un inizio di novembre in pieno stile autunnale ma con forti elementi di rischio: secondo i dati del Consorzio LaMMA, le temperature marine stanno tuttora registrando valori abbondantemente sopra il consueto; l’Adriatico settentrionale è più caldo di oltre 2°C mentre, sul Tirreno centro-settentrionale e nei golfi di Venezia e Trieste, i picchi di temperatura sono compresi tra +2,5°C e +3,5°C. L’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche segnala che in questa complessa fase meteorologica, tali valori costituiscono un serio pericolo, esasperato dagli effetti evidenti della crisi climatica in atto. Secondo le mappe di ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts)-Meteored, il transito di fronti freddi, provenienti da Nord-Est, provocheranno, in un Mediterraneo ancora caldissimo per il periodo, un evento ciclonico di grandi dimensioni e che interesserà da domenica sera e per tutta la giornata di lunedì, l’Italia centro-meridionale colpendo, con piogge probabilmente molto violente e cumulate anche superiori ai 100 millimetri, principalmente la costa adriatica, il Montenegro, l’Albania, la Croazia e la Grecia dove, nel distretto regionale di Imathia sui monti della Macedonia Centrale, potrebbero registrarsi afflussi record di quasi 400 millimetri in meno di 24 ore. I modelli Meteored mostrano un evento eccezionale con violenti temporali sul versante adriatico della dorsale appenninica, tra le province meridionali delle Marche e la Puglia, sui monti del Matese e su quelli irpini, ma soprattutto sul Foggiano, dove sono previste le cumulate pluviali più consistenti. Precipitazioni abbondanti dovrebbero riguardare anche il settore meridionale tirrenico tra Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia settentrionale. “In tutta Italia, nonostante l’irrigazione sia ancora richiesta in alcune zone del Paese, è iniziato lo svasamento della rete idraulica per prepararla alle precipitazioni invernali, salvaguardando idrogeologicamente i territori. Di fronte all’imprevedibilità degli eventi meteo ed alla loro estremizzazione, quella che era una consueta prassi manutentoria, è diventata però una corsa contro il tempo” evidenzia un preoccupato Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).
L’abbassamento delle temperature farà anche comparire la prima neve sull’Appennino Centrale dopo che la perturbazione della scorsa settimana aveva imbiancato le vette alpine. “Queste nevicate autunnali, qualora non si verifichino ulteriori, tardive ondate di calore, potrebbero rivestire una grande valenza, costituendo il substrato per le auspicabili riserve nivali” osserva Massimo Gargano, direttore generale di ANBI.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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