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Emiliano-romagnoli nel mondo: convegno, mostra e docufilm celebrano 50 anni di Consulta

Emiliano-romagnoli nel mondo: convegno, mostra e docufilm celebrano 50 anni di Consulta

Con l’inaugurazione della mostra “50 anni insieme agli emiliano-romagnoli nel mondo” e la proiezione del documentario sulla Consulta “Fili invisibili” avvenuti entrambi nei locali della Biblioteca dell’Assemblea legislativa regionale, si sono concluse il 13 febbraio le celebrazioni per i 50 anni della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo, evento che ha visto riunirsi a Bologna i rappresentanti delle associazioni di 20 Paesi in 4 continenti per fare il punto sui progetti realizzati dalla Consulta e pianificare le prossime iniziative. Hanno partecipato cittadini in rappresentanza di 280mila emigrati appartenenti alle comunità di Argentina, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Francia, Germania, Moldova, Paraguay, Perù, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Dominicana, Romania, Spagna, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Uruguay e Venezuela.

A fare gli onori di casa è stato il vicepresidente dell’Assemblea legislativa Giancarlo Tagliaferri, il presidente e la vicepresidente della Consulta Matteo Daffadà ed Elena Ugolini. Presenti al convegno anche l’ex presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e il consigliere Fabrizio Castellari, oltre che numerosi ex consiglieri regionali che hanno fatto parte della Consulta nelle scorse legislature.

Prima del taglio del nastro della mostra e della proiezione del docufilm si è svolta la tavola rotonda intitolata “La Consulta e i suoi Presidenti”, moderata da Fabrizio Binacchi e che ha visto la presenza degli ex presidenti della Consulta Ivo Cremonini, Silvia Bartolini, Gian Luigi Molinari e Marco Fabbri, oltre all’attuale presidente Matteo Daffadà. Il convegno ha inoltre proposto due interventi di approfondimento dedicati ai fenomeni migratori: “L’Italia delle mobilità plurime” di Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel mondo della Fondazione Migrantes, e “Migrazioni e mobilità. Fasi di una lunga storia” di Lorenzo Bertucelli, direttore del Laboratorio delle migrazioni dell’Università di Modena e Reggio Emilia.


L’IMPEGNO DEI GIOVANI IN CILE
Il primo gruppo di emigrati modenesi arriva in Cile nel 1904: da allora una storia di sacrifici e successi porta alla nascita della “Nuova Italia”. Si tratta della città di Capitan Pastene, inaugurata ufficialmente nel 1907 dal Presidente della Repubblica cilena, Pedro Montt. Alla costruzione di Capitan Pastene ha contribuito anche la famiglia di Jorge Venturelli, 31 anni, italo-cileno e oggi Consultore rappresentante dei giovani emiliano-romagnoli in Cile, al suo secondo mandato. “In Cile abbiamo 11 associazioni di emigrati dall'Emilia Romagna e in questo periodo, nella Consulta, abbiamo avviato un quarto tavolo di lavoro che si chiama ‘Diritti, cittadini e partecipazione’ insieme ad altri tavoli su lingua italiana e cultura. È una nuova sfida che abbiamo iniziato come consulta”, afferma a 9colonne Jorge Venturelli, a margine di un incontro venerdì scorso a Bologna in occasione dei 50 anni della Consulta degli Emiliano-romagnoli nel mondo. 


IL PROGETTO “VITE DA SCHENGEN”
Patrizia Molteni ha lasciato l’Italia a 18 anni: dopo Londra ed Edimburgo, si è stabilita in Francia dove risiede da circa trenta anni. Oggi fa parte della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo, in rappresentanza della Francia e del Belgio. Oltre agli eventi di comunità, Molteni è al lavoro sul progetto “Vite di Schengen”, promosso da Associazione Emilia-Romagna Paris con Italia in Rete e associazioni partner. Si tratta di un progetto “che fa parlare i giovani che sono nati dopo Schengen, quindi senza frontiere. È un progetto che stiamo facendo con le associazioni di Madrid e di Lisbona e che speriamo anche di portare in Italia con una mostra”, racconta Patrizia Molteni a 9colonne, a margine di un incontro venerdì scorso a Bologna in occasione dei 50 anni della Consulta degli Emiliano-romagnoli nel mondo.


IL LEGAME CON IL CANADA
I nonni paterni emigrarono alla fine degli anni ’50 dalla Provincia di Parma a Montreal: Sabrina Venturini, 33 anni, è oggi nella Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel mondo, in rappresentanza del Canada. “Con l’Associazione Emilia-Romagna del Canada facciamo diverse attività ed alcuni anni fa abbiamo messo in piedi un progetto intervistando diverse persone che dall’Emilia Romagna sono emigrate a Montreal”, ha detto Sabrina Venturini a 9colonne, a margine di un incontro venerdì scorso a Bologna in occasione dei 50 anni della Consulta degli Emiliano-romagnoli nel mondo.


IL DOCUMENTARIO - Com’è cambiata l’emigrazione dalla nostra regione e di come la Consulta si sia fatta interprete di questa trasformazione. Nel documentario “Fili invisibili” viaggiano parallele la storia degli ultimi cent’anni di emigrazione dall’Emilia-Romagna e quella della Consulta. C’è Antonio, da Cavignaga di Bedonia, che ha seguito la compagnia dei girovaghi in Germania nei primi del Novecento. E c’è anche Giulia, da Forlì, che nel Duemila ha lavorato in Italia, Francia, Spagna, Regno Unito. A dar loro voce, Naima Scognamiglio, conduttrice del programma radiofonico Expat, in uno scenario onirico che scandisce il tempo. Il documentario, realizzato dal Servizio informazione e comunicazione istituzionale dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con la Consulta, è arricchito da materiali recuperati dall’archivio della Consulta, dalle interviste a ex presidenti, filmati d’epoca, testimonianze di emigrati che hanno formato le prime comunità all’estero. E poi al suo interno anche alcune storie poco conosciute come quella del naufragio dell’Arandora Star del 1940 raccontato dal presidente, Matteo Daffadà, e quella del Piccolo Museo dell’emigrante di Monghidoro con le sue lanterne, i suoi zoccoli e le sue lettere, “scoperto” dalla vicepresidente Elena Ugolini. Non mancano le testimonianze dei discendenti, i figli di seconda e terza generazione di emigrati, come Paola, che dall’Argentina è tornata a San Giovanni in Persiceto seguendo le sue origini, e come Maura e Catalina che grazie ai progetti realizzati dalla Consulta hanno potuto conoscere la terra dei loro nonni.

LA MOSTRA - Cinquant’anni di relazioni, comunità, politiche pubbliche e legami che attraversano confini e generazioni. Si intitola “50 anni insieme agli emiliano-romagnoli nel mondo” la mostra promossa realizzata dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo e promossa dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per celebrare mezzo secolo di storia della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, un’istituzione che dal 1974 accompagna, rappresenta e valorizza le comunità regionali all’estero. La mostra è stata inaugurata oggi pomeriggio presso la Biblioteca dell’Assemblea legislativa e resterà visitabile fino al 27 febbraio, negli orari di apertura della biblioteca. (Lun.-ven. 9-13; Mar. 9-17) Il percorso espositivo ricostruisce, attraverso pannelli, immagini, documenti, materiali multimediali e contenuti audiovisivi, l’evoluzione della Consulta e delle politiche regionali rivolte agli emiliano-romagnoli nel mondo, intrecciando storia istituzionale e storie di persone, associazioni e territori. Il cuore della mostra è una linea del tempo articolata in quattro grandi periodi storici, che raccontano la nascita, la trasformazione e il consolidamento della Consulta fino alla sua configurazione attuale, mettendo in luce i passaggi legislativi fondamentali, i cambiamenti organizzativi e le principali priorità politiche di ciascuna fase. Accanto alla dimensione storica e istituzionale, un’ampia sezione è dedicata alle comunità emiliano-romagnole nel mondo: i numeri dell’emigrazione, la diffusione geografica, il ruolo delle associazioni, le reti di solidarietà, l’impegno culturale e sociale che, nel tempo, ha reso queste comunità un patrimonio vivo per la Regione. Un focus specifico è riservato alle politiche giovanili della Consulta, che negli anni hanno promosso il protagonismo delle nuove generazioni, il ricambio associativo, la formazione, la mobilità e il dialogo tra giovani all’estero e territorio regionale. Progetti ed esperienze che raccontano un’idea di emigrazione non solo come memoria, ma come risorsa contemporanea. (red - 16 feb)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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